Adellam's lair

Tails about sysadmin, motorbikes, beer, whatever

Spagna E Portogallo 2008

Monja ed io, a giugno 2008, decidiamo che il viaggio estivo potremmo farlo in moto. La voglia di viaggiare in moto mi era tornata da un po’, con la Bimota era improponibile, qualche soldo l’avevo e mi sono messo a cercare una moto adatta. L’idea iniziale era quella di cercare un’Honda VFR. Ne avevo avuta, dal 2000 al 2003, una dell’89 e mi era piaciuta parecchio. Il mio meccanico ne aveva una in conto vendita, versione V-TEC, grigia tristezza. Colore a parte, i modelli recenti avevano perso tutto il fascino delle versioni fine anni ‘80 primi anni ‘90. Accanto c’era una KTM 950 Adventure.

Back home by adellam

Back Home

Aveva parecchi chilometri, il prezzo era identico a quello della VFR. Mi sono tornati in mente tutti i numeri di Motociclismo che compravo, da ragazzo, solo per leggere i report della Parigi Dakar. L’ho presa senza nemmeno provarla e da quel momento è stata una corsa per riuscire a trovare valige, telai di supporto, e borsa da serbatoio. Ce l’abbiamo fatta per un pelo, nel frattempo avevamo deciso che saremmo arrivati in Portogallo e passato là qualche giorno. L’idea iniziale era di costeggiare tutta la penisola iberica, ma Monja non era sicura che avrebbe retto le tappe lunghe necessarie a far stare tutto nelle tre settimane disponibili. Quindi abbiamo deciso di seguire i Pirenei dal lato francese ed arrivare in Portogallo da nord e poi da est.

Tutte le foto del viaggio: http://www.flickr.com/photos/adellam/sets/72157607210510922/ e quelle di Monja: [Foto di Monja]: http://www.flickr.com/photos/monja/sets/72157607122803944/

8/8/2008

Partenza da Pisa alle 19. Tutto ok fino allo svincolo per Venezia, poi pioggia e l’esperienza poco piacevole di indossare l’antipioggia al buio sotto un cavalcavia, coi camion che passano implacabili a poche decine di centimetri. Sulla Venezia-Mestre la coda è così densa che anche in moto è difficile passare, poi il traffico sparisce.

9/8/2008 Conegliano – Bonassola

Partiamo alle 11, speso un sacco di tempo per sistemare i bagagli. Ho capito che sistemare le valigie sarà sempre compito mio. Monja, dopo aver infilato una scarpa in ciascuna valigia, aveva sentenziato che non ci stava altro e già disperava di partire. L’autostrada fino a Parma è di una noia mortale, mi fermo un paio di volte solo per non addormentarmi e da Berceto a Pontremoli decidiamo di farci il passo della Cisa su strada normale. Arriviamo a Bonassola in serata, Alberto e Susi sono in gran forma, c’è fresco e si sta bene e si mangia pesce.

Bonassola by adellam

boh

10/8/2008 Bonassola – Marsiglia ~450Km

Autostrada da Deiva a poco prima di Aubagne, tutta con molto vento. L’autostrada è sempre troppo monotona, dobbiamo fare un sacco di soste. Entriamo in Francia, dove i motociclisti salutano sempre e le auto lasciano strada alle moto. Ad Aubagne un tratto di strada normale, poi ci tocca la superstrada e il caos dell’ingresso a Marsiglia. Troviamo posto nel solito Premiere classe in cui ero già stato. A dispetto del nome è un due stelle anche un po’ scalcinato ma quasi pulito, c’è l’acqua calda ed ha un prezzo abbordabile. Non ci fanno mettere la moto in garage perché l’ascensore non ha l’abilitazione per le moto (!), la lascio nel parcheggio sotterraneo in piazza della Prefettura, con un po’ di patemi. Giriamo per il vecchio porto e Cours Julien, Marsiglia resta affascinante e continua a non concedersi ai turisti. Tre volte a Marsiglia in quattro anni, ed i murales di Cours Julien sono sempre tutti diversi. Cena in un ristorante pakistano, poi alla ricerca del bar di Izzo che non trovo (non lo trovo mai quando lo cerco), qualche foto e poi a dormire. La notte è movimentata. Al nostro piano c’è una rissa. Parte come una discussione animata, sembrerebbe nella camera accanto. Voci sempre più alte per un po’, passi di una persona che se ne va. Ascensore. Di nuovo ascensore, passi di una persona che arriva. Di nuovo urla, il rumore di una finestra rotta, e quindi silenzio. Sono preoccupato per Monja, primo viaggio in moto in assoluto, prima notte all’estero e subito un po’ movimentata. Io non chiuderò occhio fino al mattino preoccupato per lei, che invece dormirà tranquilla tutto il tempo.

Marseille, dog with big ears by adellam

uno

l’importante è non mangiare con le mani by Monja

due

11/8/2008 Marsiglia – Quillan, 469Km

Colazione al Viex Port, poi partiamo tardino come al solito. Puntiamo verso Carcassonne e cerchiamo di evitare l’autostrada. La zona della Camargue prima di Arles è desolata e piena di raffinerie, con pochissimi alberi. Comincia a piovere. Il traffico è intenso, Arles inavvicinabile e chi è in auto si fa chilometri di coda. Stessa cosa a St. Marie de Bagnes. Arriviamo ad Agues Mortes. Il paesaggio, da Arles in avanti, era cambiato completamente ed ora è veramente Camargue. La pioggia continua, l’orizzonte sembra promettere il peggio. Ad Agues Mortes ci fermiamo per mettere gli antipioggia, appena in tempo per affrontare un temporale che fa cadere acqua a secchiate. Continuiamo a viaggiare, per strada non troviamo ripari, finché la pioggia cala e poi smette. Dopo qualche chilometro siamo asciutti. Ci fermiamo a comprare da mangiare e facciamo un paio d’ore di pausa. Poi di nuovo traffico, e stada noiosa fino a Carcassonne. Che è una delusione, l’ennesimo borgo medievale tirato a lucido per i turisti. Sembra un allestimento di un parco divertimenti. Gli alberghi nei dintorni sono tutti al completo. Ci ributtiamo in strada e puntiamo verso Quillan. Troviamo un albergo un po’ costoso ma molto bello, ed un posto dignitoso per mangiare.

Quillan, waitress by adellam

tre

12/8/2008 Quillan – Oloron, 300Km

Sveglia alle 8 passate, colazione nel bar dove avevamo cenato con brioche comperate lungo la strada. Rientriamo con calma, carichiamo e partiamo quasi alle 12. Il tempo è incerto ma per ora regge, la strada è divertente. Ci fermiamo a Foix per mangiare qualcosa e visitare il castello. Altro posto stracolmo di turisti. Quando stiamo per ripartire comincia a piovere, facciamo in tempo a coprirci e ci rimettiamo in viaggio. Procediamo lentamente. Monja vorrebbe che ci fermassimo a Tarbes ma il posto è bruttino, proseguiamo. Attraversiamo anche Pan ed arriviamo ad Oloron. Troviamo subito un hotel che ci piace, smette di piovere, riesco a cadere da fermo nel parcheggio. L’hotel ha stanze arredate in stili di paesi differenti, a noi tocca la cinese.

Oloron, L’astrolabe by adellam

quattro

fiori e farfalle by Monja

cinque

13/8/2008 Oloron – Lekeitio, 270Km

L’obiettivo è quello di arrivare almeno a San Sebastian. Partiamo col cielo completamente coperto, dopo una lussuosa colazione in albergo. Un po’ di chilometri di curve e poi torna la pioggia, che non dà tregua fino a Biarritz dove ci fermiamo per un caffè. Rientriamo nel caos del traffico che ci accompagna fino a San Sebastian. Città dalla periferia anonima e dal centro così affollato che non trovo parcheggio nemmeno in divieto di sosta. Proseguiamo, il paese che avevamo scelto seguendo le indicazioni della guida ha tutti gli hotel completi. Fuori dall’abitato sbagliamo strada e ci troviamo a Lekeitio, alla fine di una stradina tortuosissima che corre per parecchi chilometri a picco sul mare. Il vento era così forte da far arrivare schizzi delle onde fin sulla strada, che corre decine di metri più in alto. Mentre cerchiamo un posto per dormire veniamo adescati da una vecchina che fa l’affittacamere. Prendiamo una delle sue stanze e sistemiamo la moto nel suo garage. Un giro per il centro, minuscolo, e prime tapas del viaggio. Le case affacciate sul porto fanno uno strano effetto, sembrano più inglesi che spagnole. La lingua basca è totalmente oscura. Verso la fine della tappa di oggi, la frizione ha cominciato a slittare. Sono un po’ preoccupato.

i baschi by Monja

sei

14/8/2008 Lekeitio – Valladolid, 480Km

Partiamo alle 8, senza colazione. Il programma è quello di arrivare a Valladolid ad un’ora decente, compresa anche una gita a Santillana del Mar. Sosta a Guernica per fare benzina. Il paese, ricostruito in fretta dopo la distruzione, è squallido. I manifesti ed i proclami degli indipendentisti baschi sono presenti ovunque. Fino a Guernica la strada è stata divertente. Appena allontanati dal mare il paesaggio è quello alpino, mucche comprese. Ogni tanto pioviggina, l’autunno che ci portiamo dietro da Marsiglia continua a perseguitarci. Costeggiamo Bilbao, che vista da fuori sembra un posto evitabile. Fino ad oltre Santander, ogni insenatura ospita piccoli paesi col porto mercantile, e raffinerie e industrie pesanti alle spalle. Una costa potenzialmente bellissima completamente devastata. Santillana del Mar è strapiena di turisti. Facciamo in tempo parcheggiare, e comincia a piovere molto forte. Ci rifugiamo in un bar e pensiamo che potremmo approfittarne per pranzare anche se è presto, ma la cucina non apre prima delle 13. Ci scaldiamo con un caffè e ripartiamo sotto la pioggia, che ci accompagna fino a Torrelavega. Procediamo verso l’interno sulla superstrada per Placencia – Valladolid. È una scelta quasi obbligata, stanno costruendo la superstrada sopra la vecchia statale, che quindi sta sparendo. Il paesaggio cambia aspetto almeno un paio di volte e, finite le montagne con le loro mille pale eoliche, diventa brullo e roccioso. Gli alberi spariscono, restano le mucche e qualche coltivazione. Il vento è fortissimo e, vista la quantità di pale eoliche che continuiamo a incontrare su ogni minima collinetta, dev’essere una costante di questi posti. Arrivati a Valladolid incontriamo un tizio incuriosito dalla moto che ci dà qualche indicazione. Ha fatto l’Erasmus a Catania anni fa e parla un minimo di italiano. Ci consiglia alcuni degli hotel presenti anche sulla guida, proviamo l’hostal Paris vicino a Plaza Mayor e prendiamo una stanza lì. Impiego mezz’ora per trovare l’ingresso del parcheggio sotterraneo. La frizione slitta sempre, visto che in hotel c’è connettività ne approfitto per segnarmi la lista dei concessionari KTM lungo il tragitto che abbiamo programmato. I successivi sono a Salamanca e Caceres. Però è giovedì 14 agosto, quindi tutto chiuso fino al lunedì successivo. Scendiamo a visitare il centro città. Che è bello, ed i bar con le tapas tutto intorno alla Plaza Mayor sono invitanti. Ne proviamo un paio, nel primo non hanno molta scelta ma sono gentilissimi. Il secondo è molto famoso, strapieno e l’usanza impone di stare in piedi lungo il bancone e buttare i rifiuti direttamente sul pavimento. Alcune delle tapas sono veramente elaborate. Usciamo sazi. È tardi e siamo stanchini, rientriamo in albergo.

Valladolid, plaza Mayor by adellam

sette

15/8/2008 Valladolid – Salamanca, 120Km

Colazione anonima in una Plaza Mayor deserta, poi carichiamo e partiamo. Paesaggio piatto ed il solito vento, però c’è il sole per la prima volta da quando abbiamo lasciato Marsiglia. Arriviamo a Salamanca prima delle 13. Giriamo un po’, non molto, per trovare una stanza subito accanto a Plaza Mayor. Per la prima volta dobbiamo parcheggiare all’aperto. Incontriamo subito una coppia di italiani, che hanno fatto più o meno il nostro stesso tragitto ma con una KTM 990 SM e credo che stiano molto più stretti di noi. La camera è un appartamento vero e proprio, cucina compresa. Il centro storico di Salamanca è conservato fin troppo bene, la maggior parte degli edifici è quasi perfetta. La parte restante ha un cantiere intorno. Tutto è impregnato di cattolicesimo in modo quasi oppressivo. Le vie più turistiche sono affollatissime, il resto della città è semideserto. Riusciamo a vedere un po’ di cose e scattare foto, troviamo anche la famigerata rana ma solo con l’aiuto della guida.

Salamanca by adellam

otto

Salamanca by adellam

nove
Ci imbattiamo in un matrimonio di fighetti, celebrato in cattedrale, e per qualche minuto ci caliamo in un mondo di abiti così trash da essere imbarazzanti.

evviva i sposi by Monja

just married

Non per chi li indossa, evidentemente. Ci concediamo un aperitivo dopo aver visto solo una frazione delle innumerevoli chiese, ed in questo modo troviamo già completi tutti i ristoranti consigliati. L’alternativa che troviamo è dignitosa. Prima giornata di caldo vero. Però il clima è secco e si sta bene.

16/8/2008 Salamanca – Lisbo^H^H^H^H^HPlasencia, 130Km

Colazione un po’ dimessa in Hotel e partenza. La moto sembra viaggiare meglio dei giorni scorsi ma dev’essere il suo canto del cigno: immediatamente dopo aver superato l’uscita per Plasencia la frizione cede definitivamente. Giusto in mezzo al nulla dell’Estremadura, comincia l’odissea con Europe Assistance. Ore di tentativi per riuscire a prendere la linea, altro tempo in attesa, e finalmente riesco ad aprire la chiamata. Mentre aspettiamo appollaiati sul guard rail passano decine di motociclisti, quasi tutti italiani, quasi tutti guidano GS, e nemmeno uno che si fermi. Il carro attrezzi arriva alle 15, dopo altre ore di attesa. Il meccanico porta la moto nel suo garage, poi ci accompagna nel centro del paese. Trasciniamo noi ed i bagagli fino ad un bar, dove ci recuperano due panini prendendoli dal posto vicino, che è ancora chiuso. Comincia la ricerca del posto per dormire: le soluzioni economiche o non hanno posto o sono impraticabili, quindi ripieghiamo sull’Alfonso VIII. Arredamento conservatore, camera che varrebbe forse la metà del prezzo, e nemmeno il letto matrimoniale. In compenso ci chiedono 6,50€ per un’ora di connettività (!). Che purtroppo era necessaria per disdire la prenotazione della stanza di Lisbona, l’unica di tutto il viaggio che avevamo fatto in anticipo. Crolliamo a dormire per qualche ora, ed usciamo per mangiare che è già buio. Piccolo giro per il centro e rientriamo.

stop by Monja

undici

17/8/2008 Plasencia

Bloccati a Plasencia, con Europe Assistance che prevede riparazioni solo nelle concessionarie ufficiali. Spiego più di una volta che la più vicina sarebbe Caceres, ma mi dicono che devono decidere loro e fino ad allora dovremo restare dove siamo. Ovviamente loro non richiamano mai, tocca sempre a me, sempre con attese infinite. In compenso non riescono a trovarci un’auto a noleggio, che dovrebbe far parte del loro servizio. Giornata di noia, ci esercitiamo nel comprimere un po’ di abbigliamento da moto nelle valigie visto che il prossimo trasferimento sarà in treno.

18/8/2008 Plasencia

La situazione è un po’ frustrante. Finalmente l’assicurazione decide che Caceres è il posto in cui trasferire la moto, ma lo fa quando non esistono più treni utili per noi. Quindi altra notte in albergo, questa tra l’altro a spese nostre. In compenso siamo diventati i migliori amici del cameriere di uno dei bar di Plaza Mayor. Nei giorni precedenti gli abbiamo sempre lasciato un po’ di mancia, quando siamo arrivati questa sera tutti i tavoli erano occupati, ma lui ne ha fatto comparire dal nulla un altro, completo di sedie. C’è un’evoluzione nella storia dell’auto a noleggio: ne avrebbero una a 95 chilometri da Plasencia, in un posto tra l’altro irraggiungibile coi mezzi pubblici. Chiedo se ci pagano un taxi fin laggiù, la tipa quasi si offende.

anneghiamo i dispiaceri nel vino by Monja

dodici

19/8/2008 Plasencia – Càceres (treno)

La mattina comincia con una telefonata dell’assicurazione. La prima in assoluto da parte loro. Ancora niente auto a noleggio, ma sembra che ora siano rassegnati a cercarcene una a Caceres. Noi nel frattempo impacchettiamo le nostre cose e ci avviamo in taxi alla stazione di Plasencia. Non avevo notato nessuna linea elettrica, ed in effetti il treno è a gasolio. Attraversiamo una parte dell’Estremadura, fatta di mucche e querce da sughero. Paesaggio spoglio e affascinante, rari paesi e nessuna abitazione al di fuori di questi. L’assicurazione ci chiama mentre il treno sta entrando nella stazione di Càceres: abbiamo un’auto, enfin, ed il noleggio è dal lato opposto della strada rispetto alla stazione. Corro a prendere possesso dell’auto, non si sa mai che cambino idea nel frattempo. Carichiamo i bagagli e andiamo a cercare il negozio KTM. Il ragazzo che ci accoglie cerca di parlare inglese ma con scarsi risultati, la prima cosa che capisce è che siamo lì per comprare un’Adventure nuova. Ne avrebbe anche una disponibile, ma riesco a fargli capire che noi la moto l’avremmo già, dovrebbe essere da qualche parte nella loro officina, e preferirei aggiustare quella. Ci porta finalmente dal meccanico, che non parla inglese e probabilmente anche poco spagnolo. Per fortuna ci salverà l’amica di Monja che vive a Madrid, più di una volta ci farà da interprete. Il meccanico nel frattempo aveva già smontato la frizione, e ci mostra dei dischi completamente consumati. I ricambi arriverebbero il venerdì. Restiamo d’accordo che in giornata ci faranno sapere quando dovremo spendere, ed in quel momento decideremo se farla riparare da loro o meno. Decidiamo di partire subito per il Portogallo.

Càceres – Setubal, 300Km (auto)

Puntiamo verso Setubal, poco sotto Lisbona ed estremità nord di una zona che dovrebbe essere particolarmente bella. Nel tragitto attraversiamo l’Alentejo da est a ovest. Inizialmente il paesaggio è simile a quello dell’Estremadura, ma progressivamente la vegetazione diventa più rigogliosa. La densità della popolazione invece non cambia, i paesi sono rari e tra questi solo vegetazione. La strada è dritta e noiosa, e siamo gli unici a rispettare i limiti di velocità. Anche le auto che incontriamo sono poche. La benzina in Portogallo è carissima, quasi quanto in Italia. Nel frattempo ci chiama l’officina. Il prezzo che ci propongono probabilmente è altino ma accettabile, quindi li autorizziamo a procedere con la riparazione. Ci confermano i tempi, venerdì la moto sarà pronta. Arrivati in città, troviamo facilmente uno dei posti per dormire consigliati dalla guida. È messo un po’ peggio di come viene descritto, ma ce lo facciamo andar bene. Ora l’esigenza principale è quella di trovare una lavanderia. Anzi, prima ancora dobbiamo trovare l’ufficio informazioni, visto che ha cambiato sempre di recente. Il tipo dell’ufficio informazioni è gentilissimo, ci racconta un sacco di cose – in inglese – e quando usciamo abbiamo anche l’indirizzo dell’unica lavanderia del centro città. È chiusa. Ripieghiamo su una gelateria della piazza centrale. Poi torniamo all’hotel a prendere l’auto per cercare un’altra lavanderia, che dovrebbe essere fuori città. Non c’è, ma visto che ormai siamo vicini a Palama ne approfittiamo per visitarne la fortezza ed ammirare il panorama dall’alto. Rientrati, cena in un posto sul mare. Un po’ da turisti ma non male. Una tonnellata di baccalà.

20/8/2008 Setubal

Toh, l’assicurazione che chiama. Per comunicarci che il meccanico ha ordinato i pezzi. Grazie, lo sapevamo già. Dopo la colazione, traghetto per la penisola di Troia. Dalla nave si vedono tutte le installazioni industriali lungo la costa, ad entrambi gli estremi della città. La punta della penisola, invece, una lingua di sabbia sottilissima, è appena stata devastata con la costruzione di decine di residence ed appartamenti. In compenso dall’attracco del traghetto alla spiaggia dal lato dell’oceano c’è un’enorme passerella di legno che evita il contatto con la macchia mediterranea rimasta. Il lato atlantico è bello e non molto affollato. Qua i ragazzini possono ancora giocare senza il timore di essere arrestati. L’atlantico è freddo – bella scoperta – e pieno di alghe, l’odore si sente forte anche a decine di metri dalla riva. Nonostante abbia cercato di passare tutto il tempo all’ombra, sono lo stesso riuscito a scottarmi. Nel tardo pomeriggio rientriamo, col traghetto scortato dai gabbiani. Gelato, doccia, e di nuovo fuori per la cena. Al rientro impacchettiamo i bagagli, dobbiamo riconsegnare l’auto entro le 12.30 del giorno seguente, da idiota non avevo pensato di fermarla per un giorno in più.

Setubal by adellam

tredici

Setubal by adellam

quattordici

Setubal by adellam

quindici

manhattan? by Monja

sedici

21/8/2008 Setubal – Càceres, 300Km (auto)

Viaggio noioso, all’arrivo lascio Monja in Plaza Major, faccio il pieno, riconsegno l’auto e torno a mia volta in Plaza Mayor, in taxi. Faccio la guardia ai bagagli mentre Monja trova una sistemazione. Sistemati, usciamo per un giro nella città vecchia. Sembra un po’ artificiale, anche se in parte è abitata. Càceres sarà città europea della cultura nel 2016, e sembra che gran parte dei fondi siano stati usati per rendere il centro storico ancora più storico. Dopo il tramonto, su alcuni dei tetti compaiono le cicogne. Il resto della serata trascorrerà nel tentativo di ottenere qualche foto decente.

22/8/2008 Càceres

Mattinata passata in attesa del pomeriggio. Visitiamo uno dei parchi della città, che ingloba anche la piscina comunale. L’insoddisfazione nei confronti della Lonely Planet, le cui guide peggiorano in qualità di anno in anno, e il caldo bestiale, fanno sì che ci troviamo a progettare uno strumento che possa sostituire le guide tradizionali. Ovviamente resterà solo una bozza nella mia moleskine. Alle 16, senza aver sentito l’officina, raccogliamo i caschi e con un taxi andiamo dal concessionario KTM. La moto è pronta, il portafogli si vuota ma l’umore risale parecchio. Recuperiamo le giacche in hotel e poi facciamo un giro di rodaggio verso Trujillo. Per strada, ancora cantieri. Il traffico è praticamente nullo, la strada attuale corre dritta tra i campi. Non so a cosa possa essere utile l’ennesima autostrada. Trujillo ha la parte vecchia interessante da visitare ed il paesaggio che si attraversa per arrivarci è suggestivo. Al rientro, cena nello stesso posto del giorno precedente con vista sulle cicogne.

Caceres by adellam

diciassette

new beginning by Monja

diciotto

23/8/2008 Càceres – Madrid, 312Km

Lasciamo l’Estremadura ed il paesaggio diventa brullo, quasi desertico fin quasi alle porte di Madrid. Soliti palazzoni orrendi in periferia, campi di pannelli solari, prezzo della benzina che sale, un po’ di vento durante tutto il viaggio. Troviamo facilmente Plaza Santa Ana, Juanfe e Sara sono già lì e ci hanno trovato la sistemazione per la notte. Riesco a parcheggiare la moto senza farla cadere durante le manovre. Occupiamo la stanza, la prima tappa è in lavanderia e poi comincia il tour de force. Caffè, mostra fotografica di Edward Steichen al Reina Sofia (http://www.museoreinasofia.es/exposiciones/2008/edward-steichen_en.html), cena in un posto carino nel quartiere Lavapies, infine concerto di un chitarrista di musica cubana in un locale dove siamo gli unici clienti.

Gente di Madrid by adellam

diciannove

24/8/2008 Madrid – Huesca, 454Km

Ultimi saluti a Sara che ci porta pan au chocolat. Caffè e partiamo in direzione di Saragozza, attraverso il paesaggio forse più brutto tra quelli incontrati attraversando la Spagna. Un altopiano molto brullo, che l’autostrada attraversa con salite e discese molto ripide. Lungo il percorso abbiamo fatto una deviazione per il Monasterio de Piedra, ex convento che confina con un parco naturale. C’è una quantità enorme di persone. Il posto è stato in parte trasformato in albergo e ci sono anche un paio di ristoranti da turisti. Mangiamo i nostri pan au chocolat nell’area riservata al pic-nic e ripartiamo appena possibile. Ora il paesaggio è trasformato, viaggiamo costeggiando un fiume che scorre in fondo ad un canyon. Alle porte di Saragozza ritroviamo le pale eoliche. C’è fin troppo vento, in effetti. Huesca è piccolina e piena di italiani. L’omino della pensione è buffo e gentile. Troviamo il ristorante consigliato dalla guida, ma non c’è traccia di menu vegetariano.

25/8/2008 Huesca – Figueres, 465Km

Riusciamo a partire presto. Il tempo non è molto bello, ma in mattinata si apre. Colazione a Barbastro. Altra tappa a Tremp, per far riposare Monja. La strada finalmente diventa divertente, fino a Camarasa dove rientriamo sulla statale. L’idea originale era di far tappa a Vic, ma il posto non ci piace e la puzza dei concimi chimici onnipresente. Inoltre sta per piovere. Proseguiamo per Girona, a farci compagnia il vento più forte che abbiamo trovato fino ad ora. All’uscita di un tunnel troviamo la pioggia, e le nuvole sembrano viaggiare controvento (Saruman, cazzo fai? io non possiedo anelli). Smette di piovere quando siamo alle porte di Girona. L’hotel a cui avevamo chiesto la stanza ci ha risposto. E` disponibile, ma il posto è a Figueres. Decidiamo di arrivare fin là. Il posto è estremamente turistico, e tutto quanto gira intorno alla figura di Salvador Dalì. Il museo è aperto anche di notte durante tutto il mese di agosto, ma le code per prenotare i biglietti sono lunghissime. Rinunciamo, e ci troviamo a mangiare in uno dei bar della piazza principale. Senza infamia, menu modellato sul turista tedesco. Per gli italiani c’è un menu a parte con sole pizze. Poi si dice gli stereotipi.

26/8/2008 Figueres

Sveglia tardi e colazione da Granja. Il pseudo cappuccino è meglio del solito, per gli standard spagnoli. Visita ad un meccanico. La catena non è solo lenta, va cambiata. Mezz’ora di lavoro e 166€. Prendiamo poi verso Calaqués, paese sulla costa in cui Dalì ha vissuto a lungo. La strada è tortuosa e divertente. Il paese è carino, ma affollato di turisti. Giriamo un po’ a piedi, poi ripartiamo. L’intenzione è di arrivare a Port Lligat, ma sbagliamo strada e ci troviamo a El Port de La Selva. Posto piccolo e un po’ spento, dopo un gelato saliamo verso il Monestir de Sant Pere de Rodes. Finalmente un luogo suggestivo, anche se i restauri hanno fatto i loro danni anche qua. Ad avere tempo, i sentieri che portano alla chiesa vicina ed alle rovine sulla cima potrebbero essere interessanti. Fatto il notro giro, scendiamo verso Lleuça. E’ grande rispetto ai paesi vicini, e piena di gente. Il motivo lo scopriamo al rientro: non è necessario attraversare i monti: c’è una strada piatta e dritta che riporta a Figueres. Cena in un posto vicino all’hotel, il Restaurador. Moderno e un po’ fuori contesto, ha una cucina moderna ma senza tirarsela troppo. I prezzi sono molto buoni ed i piatti interessanti.

Costa Brava by adellam

venti

Costa Brava by adellam

ventuno

27/8/2008 Figueres – Toulon, 521km

Partiamo via strada normale, fino alle porte di La Jonquera troviamo un po’ di traffico. A La Jonquera invece, un vero e proprio delirio: decine di chilometri di coda di francesi ed anche spagnoli che danno l’assalto ad una quantità di centri commerciali. Come se le dogane non fossero mai state eliminate. Triboliamo parecchio ad uscire dal casino, dopodiché il viaggio prosegue tranquillo. Sosta veloce in un paesino, poi da Montpellier prendiamo l’autostrada. Arriviamo un po’ prima delle 20. La moto sputa un po’ d’acqua dal radiatore. Il porto è un continuo di ristoranti. Ne scegliamo uno che sembra decente, in effetti cozze ed insalata non sono male.

28/8/2008 Toulon – Pisa, 530km

Oggi tutta autostrada. Il lato francese procede spedito, nonostante un incidente proprio di fronte ad un autogrill in cui c’eravamo fermati. Entrati in Italia il traffico aumenta come al solito, ma riusciamo ad arrivare in tempo per incontrare al bar Chiara, Melissa, Claudia, Francesca e Gilberto.

Back home by adellam

ventidue

29/8/2008 Pisa – Padova, 320km

Solito casino tra Firenze e Bologna.

30/8/2008 Padova – Pisa, 290km

Fatto strada normale fino a Pistoia. Se si fa la Porrettana e non ci si perde intorno a Ferrara, non ci si mette molto tempo in più che a prendere l’autostrada.

Fine.