Adellam's lair

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La Mia Anàbasi 300

L’idea di partecipare nasce diversi mesi fa, appena visto l’annuncio. Per un po’ mi ha trattenuto il dubbio legato alla difficoltà del percorso: gli organizzatori hanno sempre assicurato percorsi affrontabili anche con bicilindrici, ma ormai ho imparato a diffidare di enduristi esperti che poi fanno ricognizioni con moto racing. La curiosità ha vinto, quando nel programmare l’unica settimana di vacanza possibile è stato necessario scegliere tra Anàbasi e TSP, ho scelto l’Anàbasi.

Parto in moto con le gomme e mousse da deserto usate per la Tunisia, d’altronde era così o niente, arrivato a Pietralunga scopro che nei giorni precedenti ha piovuto così tanto che il primo tratto del sabato sarà percorribile solo dai mono leggeri e gli ultimi 10 Km sono stati eliminati. Visto che ero arrivato che il briefing era già cominciato, mi cambio di corsa e monto il roadbook e sono pronto per partire ultimo. È subito tappo: ci sono diverse moto bloccate su una salita viscida, le scope ci fanno tagliare quel tratto. Da questo momento per almeno 60 degli 80 Km rimanenti, è un’agonia di melma su fondo duro e viscidissimo. La moto va diritta solo per sbaglio, cado una quantità di volte ed almeno il doppio mi salvo grazie a manovre improbabili e spesso involontarie. Alcuni passaggi un po’ più tecnici sarebbero impegnativi anche con l’asciutto.

Savers by adellam

Savers

Savers by adellam

Savers

Savers by adellam

Savers

Savers by adellam

Savers
Divento amicone dei ragazzi che fanno da scopa, la birra al controllo orario di metà strada se la meritano tutta.

Fino ad ora, i luoghi che abbiamo attraversato meritano la fatica.

Dopo la sosta si ricomincia come prima. Anzi, peggio: un paio di chilometri in mezzo al bosco sono così viscidi che i momenti rilassanti coincidono coi tronchi da scavalcare. Il tempo di rifiatare in qualche tratto ripido ma sassoso, il brivido di un single track in costa e poi sulla cresta del monte, un piccolo guado corredato da risalita viscida che porta all’attraversamento di un campo fradicio ed allo strappo in salita successivo, che devo riprovare almeno tre volte. Poi arriva la fine, ed incredibilmente non sono nemmeno l’ultimo.

After the cleaning by adellam

La
Rientro in camera cercando di non lasciare troppe scie di fango, dopo la doccia la cena dove vedo persone già conosciute e ne conosco di nuove. La bella notizia della serata è che la partenza dell’indomani è stata posticipata alle 9.

La domenica va meglio, ho appoggiato la moto una volta sola in una discesa molto saponosa. Partito tra i primi, sono riuscito a non arrivare ultimo anche se mi ci sono impegnato. Erano previsti due giri ma ne ho fatto uno solo: finito il primo ho pensato ai 300Km del viaggio di ritorno ed ho rinunciato, anche se poi ho scoperto che era molto più scorrevole del precedente e praticamente senza difficoltà.

M. C. & prototipo by adellam

agiano

Polpo & prototipo by adellam

Polpo
Me la prendo comoda coi preparativi, chiacchiero un po’, aspetto l’arrivo degli altri.

Caricata la moto assisto anche a tutte le premiazioni: moto più storica, la più speciale, il maggior peso complessivo moto più pilota, sia singolo sia di gruppo. Mangio qualcosa, saluti agli organizzatori ed a chi ho conosciuto, e parto verso casa.

Ready to leave by adellam

Ready

Nel frattempo ha cominciato a piovere e non smetterà fin quasi a Firenze. In compenso, prima di Arezzo prenderò anche una decina di minuti di grandine.

Nei due giorni credo di aver navigato bene: vero che era pieno di tracce, ma in corrispondenza delle note dubbie ce n’erano praticamente ovunque.

Gli organizzatori hanno scattato foto: http://www.flickr.com/photos/97022759@N04/page1/

e alcuni dei partecipanti hanno girato video: http://www.youtube.com/playlist?list=PLjdxyKVuhqKuCkdSohy-cYGxrwMI3mORI